Approfondimenti Educativi di Loopring, Parte 1: Exchanges vs Mercati OTC

I mercati finanziati ricoprono un ruolo di enorme importanza nelle società odierne, eppure molti di noi non conoscono, o non sono interessati a conoscere, come “funzionano” — sono solo qualcosa che esiste sullo sfondo.

Questi Approfondimenti Educativi di Loopring vogliono essere dei manuali di base sia per i concetti economici relativi al protocollo, sia per i mercati finanziari in generale.

“Facciata ruotante di uffici a Mosca nella notte” di Pavel Fertikh su Unsplash

I mercati finanziari sono appunto questo — mercati — ‘luoghi’ dove compratori e venditori si incontrano per scambiare dei beni. Lì si accordano sul prezzo che li soddisfa entrambi, ed eseguono la transazione.

Come esattamente questi acquirenti e venditori si incontrano, comunicano e concludono lo scambio è l’argomento che esploreremo in questo articolo.

In generale, i mercati per titoli finanziari possono essere strutturati in due modi: Exchange, e Over-the- Counter (OTC).

Exchanges (Borsa)

Gli exchanges sono ciò a cui le persone pensano immediatamente quando sentono il termine ‘mercati finanziari’. Un luogo fisico dove le persone urlano per assicurarsi che gli ordini che vogliono piazzare siano ascoltati. Negli ultimi anni, tuttavia, i luoghi fisici stanno scomparendo dato che il movimento si è spostato online, e gli exchanges come il Nasdaq sono ormai completamente elettronici, ricordando più aziende tecnologiche che non società finanziarie.

Un exchange è una entità centralizzata che funziona aggregando gli ordini dei compratori e dei venditori che riguardano un particolare bene; ad esempio Oro, Bitcoin, azioni Google, o token LRC. Sebbene le persone scambino tra di loro, la controparte è sempre l’exchange stesso, essendo colui che abbina ed esegue gli ordini. Gli Exchanges permettono gli ‘scambi multilaterali’, ovvero la possibilità per ognuno di scambiare i propri beni con chiunque altro, ma tutto attraverso un exchange (o più precisamente, il suo software).

Gli exchange abbinano gli ordini utilizzando un motore di matching — algoritmi che abbinano domande e offerte seguendo delle regole. Il tipo più comune di algoritmo dà priorità a prezzo-tempo, ovvero connette gli ordini delle controparti prima per prezzo, e poi per tempo.

Per esempio, se vuoi vendere (offerta) BTC per $7,025, sei messo in coda insieme a tutti gli altri venditori che offrono i loro BTC a $7,025. Prendi un numero e mettiti in fila. Quando sarà il tuo turno, ed un compratore dall’altra parte del mercato vorrà comprare BTC a $7,025, lo scambio sarà eseguito.

Nell’esempio di sopra, la migliore richiesta d’acquisto (bid) nel mercato è di $7,000, e ci sono 1.22 Bitcoins richiesti a quel prezzo. Quel 1.22 può venire da un solo tradere, o da 50 venditori più piccoli, ognuno in fila rispettando l’orario del proprio ordine Dall’altra parte del mercato, la migliore offerta su questo exchange è di $7,025, con 0.89 Bitcoin offerti a quel prezzo. Se vuoi vendere 0.11 Bitcoins a $7,025, puoi metterti in coda con gli altri venditori a quel prezzo, e il volume salirà ad 1 Bitcoin offerto.

Ciò che abbiamo visto sopra prende il nome di registro degli ordini; è il modo in cui un exchange aggrega e mostra gli ordini. Rappresenta le intenzioni (pensieri) collettive del mercato su quel bene, ed è l’insieme degli input per il matching engine.

[Parleremo degli ordini a prezzo limite vs di mercato, e di maker-taker in un altro articolo.]

Over-the-Counter (OTC)

Mentre le azioni a cui siamo tutti abituati vengono scambiate su exchange come il NYCS ed il Nasdaq (così come la maggior parte delle criptovalute viene scambiata su exchange centralizzati come Binance), esistono molti titoli finanziari che non sono presenti sugli exchanges. FX (valute tradizionali) e la maggior parte dei titoli a reddito fisso vengono scambiati in mercati Over-the-Counter (OTC).

Gli scambi OTC avvengono attraverso un network decentralizzato di dealers –entità il cui lavoro è ‘creare un mercato’ per questi titoli e facilitare gli scambi per i clienti. I dealers possono eseguire scambi a partire dal loro ‘libro’ titoli (ciò prende il nome di scambio come principal), o connettendo ordini di controparti (o anche scambio come agente).

Questi dealers, o market maker, mettono in evidenza pubblicamente una richiesta ed un’offerta per un dato titolo finanziario. Essenzialmente appendono un cartello alla propria porta con scritto “Compro BTC a $6,950, e vendo BTC a $7,050”. Il dealer specifica anche la quantità di beni per cui quei prezzi sono validi (per esempio 1 o 10,000 BTC) e ovviamente aggiornano questo ‘cartello’ frequentemente al cambiare del mercato.

Dato un funzionamento del genere, i traders possono telefonare ai dealer e dire, per esempio, “Sono disposto a vendere 3.86 Bitcoins a $6,950”. [Effettivamente, gli scambi su mercati OTC come il FX e le obbligazioni si svolgono ancora spesso al telefono].

In sostanza il dealer offre un servizio ai clienti e contemporaneamente al mercato specifico nel suo complesso offrendo liquidità e facilitando gli scambi. E’ importante notare come il dealer si assume il rischio di questa operazione; cosa succederebbe se appena dopo l’acquisto dei sovraindicati 3.86 BTC, il prezzo crollasse a $4000?

Questo rischio è il motivo per cui il dealer ha un prezzo di domanda più basso di quello dell’offerta; è necessario uno spread a protezione del market maker. Nel caso riportato sopra, lo spread sul BTC ammonta a $100. Il dealer lo creerà effettuando gli scambi con i clienti in entrambe le direzioni e grazie a ciò riuscirà a guadagnare; (provando a) comprare ad un prezzo basso e vendere ad uno più alto.

Come sempre, lo spread non è uno strumento infallibile: il mercato può muoversi violentemente in una direzione ed il dealer può esserne drammaticamente esposto. Gli spreads cambiano per ogni strumento finanziario; più liquidità esiste — con alti volumi e persone che scambiano molto frequentemente — più lo spread si assottiglia.

I dealer non fanno affari solo con i clienti, ma anche tra di loro. Gli scambi tra dealer servono a ribilanciare le proprie posizioni ed esposizioni, formate con gli scambi con clienti, e a fornire liquidità al mercato. Questi scambi possono essere effettuati direttamente con telefonate, chiedendo le quote per i vari titoli, o utilizzando servizi di brokeraggio tra dealer, il cui compito è quello di connettere i market maker e facilitarne gli scambi.

Mentre gli exchanges devono esporre pubblicamente il loro libro ordini, i mercati OTC non sono assoggettati a questo obbligo, gli scambi inoltre avvengono bilateralmente — tra due controparti che parlano direttamente tra di loro. I dealers possono rendere note le loro quote per le domande e offerte attraverso un metodo qualsiasi di comunicazione come il telefono, l’email, il loro sito internet etc. In pratica, molte delle relazioni nei mercati finanziari tradizionali e degli scambi si sviluppano su piattaforme come Bloomberg Chat.

Nel mercato obbligazionario per esempio, un dealer manda i suoi ‘runs’ ai propri clienti: una lista di obbligazioni su sui stanno operando, e i corrispondenti prezzi a cui sono disposti a comprarli e a venderli. Da questo punto di vista, i mercati OTC sono molto più privati dato che le negoziazioni e le esecuzioni delle transazioni sono eseguiti tra le parti ‘a porte chiuse’. L’esecuzione ed il prezzo dello scambio non devono essere mostrate a nessun altro, per questo le relazioni sono molto importanti, e i dealer possono fare discriminazione di prezzo tra clienti ‘buoni o cattivi’.

In un mercato OTC, la controparte del cliente è il dealer, e viceversa. Questo comporta che entrambe le parti corrono il rischio che l’altro non mantenga fede al proprio impegno, o che possa andare in fallimento, Per questa ragione, anche in questo caso, relazioni e fiducia sono fondamentali.

Somiglianze e Differenze

Le piattaforme elettroniche per gli scambi hanno iniziato a modificare i mercati OTC basati sulle relazioni, rendendoli sempre più simili al modello degli exchanges. Il risultato è l’emergenza di un nuovo sistema ibrido OTC/Exchange.

Una critica comune ai mercati OTC è che la mancanza di trasparenza può comportare rischi per i clienti, oltre al sempre presente rischio di controparte. Inoltre, quando i mercati diventano molto ostili, i dealers possono semplicemente ritirarsi dalle operazioni per evitare di esporsi a troppa volatilità. Quando questo accade i clienti in un OTC possono non essere più in grado di vendere i propri titoli, e questa mancanza di liquidità porta a maggiore paura e prezzi ancora più bassi, innescando un circolo vizioso.

Dall’altra parte, dato che questi mercati hanno differenti dealers in competizione tra loro per i clienti, è più verosimile che le commissioni ed la qualità dei servizi siano ragionevoli, perché i clienti possono sempre andare da un altro dealer se non sono più soddisfatti. I dealers competono sul prezzo e sui servizi offerti per tenere i propri clienti. Ciò è in contrasto con il funzionamento dei mercati degli exchange, dove non esistono alternative in caso di prezzi o commissioni non soddisfacenti.

Loopring — un protocollo per lo scambio decentralizzato

Il protocollo Loopring permette a chiunque di costruire exchange decentralizzati per i token o, più in generale, per titoli. Ora, sebbene sia presente la parola ‘exchange’ in questa descrizione, il modello Loopring si ispira molto di più ai mercati OTC: lavora connettendo un insieme di ‘broker-dealer’ (chiamati relè) che interagiscono con i clienti e tra di loro.

Tuttavia, questi dealers (relè) non hanno bisogno di creare un mercato (e di assumersi il corrispondente rischio), ma possono limitarsi a comunicare gli ordini delle varie controparti, oltre ad abbinarli (agendo come agenti, non come principal). Connettendo i relè in un modo che promuove la cooperazione, la liquidità non è mai bloccata, ed il classico problema della sua assenza in periodi di stress, nei mercati OTC, è ridotto.

Inoltre, i clienti non devono più rischiare che un dealer/relè possa non rispettare gli accordi, perchè questo aspetto viene spostato da Loopring sugli smart contracts, eliminando la necessità di fidarsi di qualunque persona o entità.

Potrebbe tornare utile pensare a Loopring come ad un ibrido metà exchange (decentralizzato), e metà mercato OTC. Nella sua essenza, Loopring permette a diversi partecipanti di costruire mercati OTC, e contemporaneamente di connettere questi mercati, facendoli funzionare con un sistema di exchange unificati.

Questo è stato il primo post di una serie che tratterà concetti relativi ai mercati finanziari in generale. Se volete che un argomento specifico venga trattato, contattateci o scrivetelo nei commenti.

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Economics BSc, Statistics MSc, passionate about new technologies, data science and psychology. https://www.alearrigo.com/

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